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Maradona di Kusturica: un gran bel documentario..

Posted on 04 febbraio 2012

Fin da bambino ho sempre sentito dire che Maradona è stato un cattivo esempio.
I media hanno costruito la sua immagine di grande giocatore in campo e di pessimo esempio fuori dallo stesso. O comunque di un drogato sia in campo che fuori. In Brasile ad esempio se ne trova appena uno di fan di Maradona.

Giudaismo, Islam, Cattolicesimo, Maradonismo… sembra una esagerazione ma da vicino, attraverso gli occhi della gente di Napoli, degli argentini, dei fanatici in genere, il fenomeno Maradona sfiora il dogma religioso. Il documentario “Maradona di Kusturica”, scene dalla chiesa della mano di dio maradoniana è un must per chi vuole conoscere meglio Diego, l’uomo e il mito.
“Se io fossi Maradona, Vorrei vivere come lui…”. La vita è un gioco d’azzardo, da vivere con intensità. E così è stato Maradona, intenso. Le parole di Manu Chao sintetizzano in poche strofe la vita di questo campione. Un ragazzo povero nato con la fortuna di avere un talento assurdo nelle gambe che ha sempre avuto la consapevolezza che prima o poi sarebbe arrivato in cima. La cocaina, forse di questo non sapeva, non immaginava che avrebbe toccato il fondo, il seguente estratto dal documentario racconta del suo incontro con la droga. 



Maradona è stato un artista che dipinse tele con la palla. In un settore cinico come quello del  calcio, che cominciava a diventare un grande business proprio durante la  sua era, Diego  ha parlato con le sue gambe, sempre esplosive. Fuori dal campo considerato un outsider, uno gaucho, uno storto. Il “cattivo esempio”. Ma ha messo a tacere sempre tutti, perché i suoi tacchetti  gli hanno permesso di essere e di dire quello che voleva, la sua risposta finale l’ha data sempre in campo, palla al piede. E ‘stato sempre sincero e non ha mai nascosto le sue opinioni, anche se sapeva non sarebbero state apprezzate dai poteri forti. Ha aperto bocca per parlare male di FIFA, di Bush e ha addirittura elogiato il famigerato Fidel Castro. Palla al piede e con l’aiuto della “Mano di Dio” per gridare al mondo l’orgoglio ferito del popolo argentino alle prese con il conflitto delle Falkland nel 1982. Nel 1986, riuscì a sconfiggere gli inglesi in campo mostrando al mondo intero che con la palla, il potere è stato in mano a qualcun’altro!

Per capire Maradona bisogna uscire fuori dai binari. Anzi scendere dal treno e provare a camminare sui binari. Aprire la mente e guardare oltre, senza limitarsi agli stereotipi imposti da lobby di potere. E continuare a muoversi sulle rotaie con coraggio, temerari pronti a lanciarsi via dai binari solo in caso di pericolo immediato dovuto all’arrivo di un altro treno che ci può investire. Resistere il più possibile sul percorso del treno, come il campo di calcio è stato il percorso e la destinazione di Maradona. Per lui il calcio non era solo un gioco. E ‘stato un urlo! Pura intensità! Emozione.
La vita di Diego Armando è stato molto ben riassunta in un brano eccellente chiamato La Mano di Dio, cantato da Maradona stesso, un momento emozionante del documentario. 




Se io fossi Maradona,vorrei vivere come lui…..


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