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Diari di Viaggio – Sognando la California

Posted on 05 settembre 2013

Gli stereotipi degli italiani in viaggio: sognando la California, parte prima.

Sognando la California | Leggendo la parola “California” cosa vi salta in mente? Tantissimo sole, gente in bikini per tutto l’anno, enormi città dorate e luccicanti, i miti di Hollywood e lo splendore di Los Angeles, no? Eh, ve lo dico io: no.

Per prima cosa vorrei sfatare un mito: in California non fa particolarmente caldo. Ovviamente dipende dalle zone geografiche, non dimentichiamo che è uno stato immenso, ma credetemi: atterrando a San Francisco ho capito perchè Mark Twain diceva “l’inverno più freddo della mia vita fu un’estate a San Francisco.”

Quindi se decidete di raggiungere la seconda meta turistica più ambita degli Stati Uniti, fatelo con almeno una felpa nel borsone. Non fatevi trovare impreparati come la pittoresca coppia di sposini un po’ pienotti e decisamente abbronzati, che e’ partita  da Napoli con me in infradito, shorts e maglietta,  per poi lasciarsi scappare una lunga serie di imprecazioni una volta arrivati, li soprannominai gli sposini “Sognando la California”.

Ora che abbiamo chiarito che non fa poi tanto caldo, passiamo al secondo mito sulla California, che è un po’ un mito che abbiamo sull’America in generale: le grandi città luminose e sfarzose grondanti benessere. Devo ammettere che arrivando da New York ero convinta di trovare una sorta di città fotocopia, con un paesaggio sterile fatto di imponenti grattacieli in ogni dove e i soliti fast food che si accalcano uno accanto all’altro, eppure mi sbagliavo.

San Francisco, come tutta l’aria della Baia, sembra quasi un piccolo paesino di pescatori, colorato, pittoresco e bellissimo. Potete immaginare la mia incredulità quando, passeggiando per il Fisherman’s Warf mi sono accorta che sembra quasi di trovarsi in una piccola cittadina francese, accanto al mare. E poi Market Place, il luogo in cui le culture e gli stili di vita si mescolano, una zona in cui ci si può trovare seduti a mangiare “street food” tra un ebreo ortodosso che legge i suoi libri sacri e un gruppo di skater che discute delle nuove coreografie. E Ghirardelli square, che da’ direttamente su un lembo di spiaggia pulitissimo e bellissimo.

Certo, la mia meraviglia è stata enorme nel trovarmi di fronte ad una città Americana che assomiglia così tanto ad una capitale Europea, ma credetemi nulla mi ha stupito di più dei piccoli paesi lì intorno.

Sognando la California

Dirigendosi verso il nord della città, attraversando il celeberrimo Golden Gate Bridge, quello immerso nella nebbia anche a Ferragosto (e lo dico, perchè c’ero davvero a Ferragosto) ci si ritrova immediatamente in una zona che sembra avere poco o nulla a che fare con la nostra idea di cittadina Americana. A soli dieci minuti da San Francisco, si apre uno scenario tutto nuovo fatto di vigne e pascoli.

Ad un’ora dalla città, infatti, si trova la celeberrima Napa Valley, un piccolo paradiso bucolico che ricorda molto più le nostre colline toscane, che le enormi città americane. Tutti i paesini della Valley sono piccoli gioielli sospesi nel tempo, in cui ci sono pochissimi fast food e le produzioni locali vengono incentivate e sostenute dalla popolazione. Un piccolo paradiso in cui godersi vini e formaggi locali, chiacchierando con i commercianti cordiali e simpatici, o distesi tra i vigneti per godersi il tiepido sole, con la persona giusta accanto magari. Un’area a forte matrice rurale, dove godere di quei piccoli piaceri che il progresso sembra averci negato: una lunga chiacchierata con una vecchietta che cuce a mano gli abiti (deliziosi) che vende nel suo piccolo emporio, un giro tra gli sconfinati campi di granturco, una passeggiata nel parco insieme ai cervi, la fiera della Contea in cui c’è chi fa a gara a mangiare più torta. Insomma: tutto fuorché un agglomerato di centri commerciali.

Il paesaggio cambia, invece, se ci dirigiamo ad est e ad ovest di San Francisco, attraversando i maestosi Richmond bridge e Bay bridge, che sembrano galleggiare placidi sull’acqua, come lunghe braccia di giganti addormentati. E’ un viaggio indescrivibile, e il paesaggio è letteralmente da lasciare senza fiato: si può vedere l’isola di Alcatraz (un tempo prigione di massima sicurezza, oggi attrazione turistica per migliaia di visitatori) ma anche tutta la baia.

A dieci minutiSognando la Californiada San Francisco incontriamo Berkeley, sede di una delle più prestigiose università degli Stati Uniti, ma anche patria dei primi hippie d’America. Oggi l’ex avamposto rivoluzionario, appare come una splendida cittadina universitaria, con una costa attrezzatissima per ogni tipo di sport acquatico e non. Un luogo speciale, uno di quelli di cui si conservano le cartoline.

Ed infine, dirigiamoci a Sud, dove il paesaggio è molto simile a quello dell’est: piccole e bellissime città di pescatori ci accolgono, mostrando la loro unicità e facendoci sentire sempre i benvenuti.

Come accennavo prima, il mio viaggio negli Stati Uniti non è iniziato a San Francisco, ma lì ci ho lasciato il cuore. Ho avuto la presunzione di credere che tutta l’America fosse uguale, ma adesso so che mi sbagliavo, e spero che anche voi vi siate ricreduti un pochino, perchè credetemi, è un viaggio che vale la pena di fare, parola di un’ex viaggiatrice piena di stereotipi.

Serena Annunziata

Sognando la California [Video1]

Sognando la California [Video2]

Sognando la California [Video3]

Sognando La California Mamas & Papas

Sognando la California Lenny Kravitz

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